Se apri il tuo armadio oggi e prendi il tuo casco preferito, sai dire esattamente quanto ti protegge? Siamo nel 2026 e la transizione normativa è ormai completa. La vecchia omologazione ECE 22.05 è andata ufficialmente in pensione, ma molti motociclisti continuano a utilizzarla senza sapere che, tecnologicamente, appartiene a un’era geologica fa.
La rivoluzione invisibile: l’impatto rotazionale Per anni ci siamo preoccupati solo di quanto fosse “dura” la calotta. La nuova normativa ECE 22.06 ha cambiato il paradigma, introducendo test specifici sull’accelerazione rotazionale. Perché è importante? Perché in caso di incidente, il cervello non subisce solo colpi diretti, ma scuotimenti violenti che causano i danni neurologici più gravi. I caschi moderni 22.06 sono progettati per “scivolare” e dissipare questa energia, non solo per assorbire l’urto secco.
I numeri della sicurezza La differenza non è burocrazia, è fisica:
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Test d’impatto: La vecchia 22.05 testava solo 6 punti principali. La 22.06 ne testa 18, inclusi punti casuali scelti dai certificatori. Niente più “zone deboli” nascoste.
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Visiera: Oggi le visiere devono resistere all’impatto di una sfera d’acciaio lanciata a 60 m/s (simulando un sasso in autostrada). Prima non era richiesto.
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Accessori: Se monti un interfono, il casco deve essere sicuro anche con l’accessorio installato.
Il consiglio del Laboratorio Se il tuo casco ha l’etichetta ECE 22.05 ed è stato prodotto prima del 2023, i materiali interni (EPS) stanno iniziando a degradarsi. Anche se fuori sembra nuovo, la sua capacità di assorbimento è compromessa. Passa da Cascoasi: portaci il tuo vecchio casco per un check gratuito della data di produzione. La sicurezza non ha data di scadenza, ma i materiali sì.